Volevo istruzione, prosperità e dignità

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eni lestari

Eni Lestari, indonesiana (nell’immagine), andò a lavorare come domestica in Hong Kong quando le politiche di sviluppo nel suo paese d’origine gettarono la sua famiglia nella povertà e nel debito, lasciando a lei nessuna possibilità di continuare a studiare o di trovare un impiego. Come milioni di altre giovani donne, in tutto il mondo, mise le sue speranze nel diventare una lavoratrice migrante, ma dovette accorgersi presto che la realtà le offriva solo sfruttamento e abuso. Lestari è oggi la guida dell’Alleanza Internazionale dei Migranti e membro dell’Asia Pacific Forum on Women. Questo è il discorso che ha tenuto alle Nazioni Unite il 19.2.2015 – trad. Maria G. Di Rienzo.

Parlo a nome dell’Asia Pacific Regional Civil Society Engagement Mechanism (Meccanismo di coinvolgimento della società civile – regione dell’Asia del Pacifico) e dell’Alleanza Internazionale dei Migranti, per assicurare che la voce di chi è più affetto e marginalizzato dal corrente…

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Buon compleanno mamma!

Un giorno, all’improvviso

mentre ti starai pettinando, in silenzio

o mentre ti infilerai una calza

ti verrà in mente un mio gesto

e ti ritroverai a sorridere pensandomi.

Un giorno, all’improvviso

pedalando veloce sotto le prime gocce

di una calda pioggia di settembre

sentirai un odore arrivarti al naso

e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami

e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.

Un giorno, all’improvviso

farai qualcosa che facevo anch’io

proprio allo stesso modo in cui la facevo io

e te ne meraviglierai moltissimo

perché non avresti mai pensato

di potermi somigliare così tanto.

Un giorno, all’improvviso

ti guarderai il dorso delle mani

e con il pollice e l’indice

ti pizzicherai la pelle , sollevandola

e conterai il tempo che impiega a stendersi

pensando a quando lo facevi alle mie mani

Un giorno, all’improvviso

ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio

mi chiederai scusa per le volte che ho pianto

sapendo già che ti son state tutte perdonate.

E ti mancherò da fare male

Ma sarò con te in ogni gesto

o nel muoversi delle foglie

nel frusciare di un gatto nel giardino

o nelle orme di un pettirosso sulla neve

come solo l’eterna presenza di una madre lo può.

C. Turroni

Ecco il video

Mitica

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Rene Sharanya Verma è indiana, ha vent’anni, studia Storia a Delhi e ama scrivere poesie sia sulle cose che la entusiasmano, sia su quelle che la irritano. A fine gennaio scorso, si è esibita in un happening di poesia davanti a trenta persone o poco più: il video relativo, su YouTube, ha oltrepassato il milione di visualizzazioni già il due febbraio.

Rene Sharanya Verma

La sua poesia-rap, intitolata “Una lettera aperta a Honey Singh”, è una parodia di un pezzo di quest’ultimo, il rapper indiano Yo Yo Honey Singh. “Quando ho sentito per la prima volta Blue Eyes, il brano in questione, mi è rimasto in testa: la melodia è molto accattivante. Ma come ho prestato attenzione al testo l’ho trovato assai problematico.”

La canzone, un misto di Hindi e Inglese, tratta di un rapper che vede una ragazza in un abito cortissimo, con le labbra luccicanti di rossetto, ipnotici occhi blu…

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Troppo di classe per il festival sanremese

Testi Sanremo 2015, Serena Brancale: Galleggiare

Galleggiare
di S. Brancale

E non conterò le dita
Fino a che sarà domani
E non scioglierò i capelli senza te

Se mi parli io ti guardo
Se mi guardi io sospiro
E non posso immaginare un altro te

Ma tu chi sei
Che vuoi, che fai
Per me
La notte è giovane

Ma tu chi sei
Che vuoi, che fai
Per me
Per me

Su di noi
Su di noi
Su di noi
Su di noi
E’ più facile galleggiare
E non sono i ricordi che mi portano lontano
Io non sto capendo niente
Parla piano

Eravamo più sicuri
Senza regole e pensieri
Ma io questo lo ricordo solo ieri

Ma io non lo spero
Io non torno indietro
Tutto il male fatto
Perché sei distratto
Se sei un uomo vero
Mostrati sicuro
A me
Per me

Su di noi
Su di noi
Su di noi
Su di noi
E’ più facile galleggiare
E non prendere mai una decisione
Rimanere a galla
E poi
Aspettare, aspettare, aspettare, aspettare

Aspettare…

Credo…

annitapozzani:

Testi Sanremo 2015, Amara: Credo

di Amara, Salvatore Mineo

Credo nei sogni li accarezzo con le mani
credo nel sole che mi scaldi anche domani
credo nei santi a quelle mie parole al vento
credo all’infinito amore che poi nasce in un momento
magari proprio quando ormai non ci credevi più
che non pensavi neanche che potessi essere tu
e credo nei bambini nelle loro madri
alla bellezza dei colori incorniciata dentro ai quadri
a quelle discussioni che si fanno dentro ai bar
ad ogni strada presa che non so mai dove va.
E amore credo a quello che mi hai dato sempre
mi ritrovo nei tuoi occhi ma mi perdo tra la gente
amore non posso guardarti negli occhi e chiamarti per nome
non posso che stare in silenzio se parla l’amore
è pioggia di luce battente che illumina il cuore
non posso guardarti negli occhi.
Credo alla storia che non ci hanno raccontato
agli occhi lucidi se sono emozionata
credo alle avversità del tempo che ci rende grandi
alla nostra vicinanza quando siamo più distanti
alle ali forti della mia testarda libertà
al buio della notte quando accende la città
al mio passato che è passato e non l’ho persa
e anche se oggi son diversa orgogliosamente questa
credo nelle preghiere anche se ognuno a modo suo
perché ogni luce è buona per accendere quel buio.
E amore credo a quello che non so scordare
amore resta amore, amore non te lo dimenticare
e amore non posso guardarti negli occhi e chiamarti per nome
non posso che stare in silenzio se parla l’amore
è pioggia di luce battente che illumina il cuore
non posso che stare in silenzio.
Credo nelle preghiere anche se ognuno a modo suo
perché ogni luce è buona per accendere quel buio
e amore credo a quello che non so scordare
amore resta amore, amore non te lo dimenticare.

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Nulla è mai a caso…
… c’è sempre un motivo quando un musicista
t’incanta in poche note…

… e poi  cercando in rete…ancora:

DolceNera

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cambiamo musica

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il-concerto1

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[Eterna…]

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 ribbon-black_68

 – Ventisette Gennaio Disempre -

A volte ci basta un dito per sfiorare il Paradiso…
e tutti gli anni io riscopro questo tempo
pensando agli angeli che vi son volati dentro.

La mia memoria sa dove cercare le ferite
senza fermare mai quel tamburo nel cervello…
che sento pulsare immondo sotto pelle,
dentro gli occhi riversi,
nel frastuono dei rumori persi…
pulsa ritmando domande dentro l’anima
dentro la polvere che non ha più storia
dentro il vociare di una babele offesa
di una preghiera vilmente crocifissa
sopra i mille Golgota di qualsiasi terra.

Eterna…
come chiodi avvelenati dalla ruggine del mondo,
come ricordi impunemente infissi nella memoria
di chi è tornato senza più passato,
di chi vi è passato senza più tornare.
Ma quante volte ti han cercato, Dio…
in quella vertigine abominevole di violenza
tutti quelli che della vita hanno dovuto fare senza!

[…mente]

©blu

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Le perdonate

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breaking out my cage di crayolajustgotbetter

Lo scorso 22 gennaio, Guadalupe (nome fittizio) è stata “perdonata”. Il Parlamento del suo paese, il Salvador, ha così annullato una sentenza a trent’anni di prigione per omicidio aggravato. Chi aveva ucciso, Guadalupe? Nessuno. Era stata stuprata, era rimasta incinta, aveva portato avanti la gravidanza giacché la legge salvadoregna non le permette di abortire in nessun caso, aveva partorito un bimbo morto.

Guadalupe, che di mestiere faceva la domestica e non è mai riuscita a finire le scuole elementari, fu interrogata quand’era ancora nel letto d’ospedale, senza avvocato. Il processo fu veloce e brutale nei suoi confronti in modo infame. Praticamente prima di capire quel che stava succedendo, Guadalupe si è trovata in cella. E ci è rimasta per sette anni. Chi deve perdonare chi?

Com’è ovvio, il “perdono” non è sgorgato dal grande cuore compassionevole dei deputati – in Parlamento c’è una maggioranza di destra – che tre giorni…

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Ab Origine

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Le immagini che state per vedere potrebbero sembrarvi delle raffigurazioni di manufatti umani.

Potreste pensare che tali manufatti, di proposito, veicolino un messaggio specifico.

Potreste sentirvi irritate/i o offese/i da tale messaggio e trovarlo profondamente ridicolo.

Non preoccupatevi: significa solo che la massiccia cospirazione “gender” vi ha fatto il lavaggio del cervello. Tutti gli oggetti che vedrete, infatti, provengono direttamente da Nostro Signore nella più pura e immutabile delle loro forme. Creati dalla Sua misericordia e originariamente appesi all’Albero della Conoscenza, sono stati tirati giù per guidarvi lungo il vostro NATURALE destino. Avete il libero arbitrio e potete rifiutarlo, certo. Però finirete all’inferno.

bavaglini

LEI è una principessa per sempre, LUI è nato per essere re.

sick of it

LEI fa l’infermiera, LUI il dottore.

can't take it anymore

LEI può suonare la chitarra, ma dev’essere rosa shocking o viola, più piccola e più leggera: perché LEI è sempre sottile come un giunco, minuta e dolcemente infantile. E…

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