HAIKU: derivano dalla tradizione poetica giapponese e sono componimenti brevissimi che seguono
la metrica 5 -7 – 5. Eccone alcuni molto semplici che ho scritto trasformando alcune mie brevi poesie presenti nel mio libro: “Nuvole di zucchero”
Da “Abbaglio Primaverile”
Torna il sentore
delle viole baciate
dal giallo sole.
Da “Strana primavera”
Pioggia d’estate,
mi sorprendono fiori
di pesco rosa.
Da “Estate”
Cicale sparse
Oceano di pensieri
Oro dei campi.
SCIOGLILINGUA
Ho provato a cimentarmi anche in questo genere. Si dovrebbe cercare di recitarli con una sola emissione di fiato (la vedo un po’ dura nel primo caso, vista la lunghezza…)
1. Gli scolari sulla soglia della scuola
si scatenano in scherzose scaramucce,
poi salgono di corsa le scale della scuola
ed entrano scomposti nelle classi,
scambiandosi saluti, schiaffi e abbracci.
2. Dalla soglia scorgo la sogliola che sale sullo scoglio.
3. Nella pampa la Pimpa si spompa, pompando con la pompa.
TAUTOGRAMMI
Il tautogramma è un testo le cui parole iniziano tutte con la stessa lettera; mi sono divertita a scriverne alcuni.
SOGNI SULLA SABBIA
Sdraiata sulla spiaggia soleggiata
scribacchio sulla stoffa stirata
strane storie, sulla sabbia, sognate.
Scrivo senza stratagemmi
sparando su saperi senza sapori,
sperando su sapori senza saperi.
CARNEVALE CON CHIACCHIERE
Celestina cicaleccia
Con Cecilia
Cercando
Curiosamente
Costosi costumi
Carnevaleschi.
CREO
Creo
Con carta, colori, colla
Colorate casette
Con cortili
Circolari.
CRITICHE
Combatto
Contro coloro
Che criticano
Chi canta costantemente
Canzoni comiche.
DIAMANTI
Dama “damascata”
Decanta deliziata
Decoratissimo diadema
Di diamanti
Dono di danaroso
Dongiovanni.
POETESSA
Poetessa per passione
Posso poetare
“pitturando”
paesaggi “parlanti”,
proponendo, pure,
parole poetiche
per pacifici pensieri.
ROSE ROSSE
Ricordando rose
Rubiconde
Roberta rimase,
ridendo, rapita.
SONNAMBULA
Silenziosa salgo
Sulla scala scintillante
Sussurrando sognanti
Sonetti.
* * * * * * * * * *
ACROSTICI
Sono dei componimenti poetici in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase, a loro volta denominate acronimo. Pare che in origine gli acrostici avessero funzioni magiche e/o sacre. Esempi di antichi acrostici possono essere individuati in alcuni Salmi Biblici, chiamati “Salmi alfabetici”, dove ogni verso inizia con tutte le lettere dell’alfabeto poste in ordine.
Ecco alcuni acrostici (né sacri , né magici) creati da me:
Carnevale è
Arrivato con
Rumori e
Novità,
Energia e
Vivacità,
Allegria,
Lazzi
E libertà.
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Colombina, la veneziana ed il bergamasco
Arlecchino
Riprendono a scherzare col
Napoletano Pulcinella,
Esibendo sui loro
Visi
Allegre maschere e
Liete
Espressioni.
*************************************
Caspita che
Atmosfera si
Respira
Nella via!
Esprimono
Vivacità
Allegre maschere e
Luccicanti costumi
Effervescenti.
**************************
Maestra
Amorevole
Educhi gli
Scolari
Trasmettendo con
Rispetto valori e
Apprendimenti fondamentali
* * * * * * * * * * * * * * * * * * *
Vivere
Intensamente
Trasmettendo
Amore
* * * * *
Vibra
Il mio pensiero
All’orizzonte: piccola
Luce alla ricerca di
Energie positive…
Debole riflesso
Interiore…
Libero di
Unirsi ai caldi
Colori delle
Emozioni.
* * * * * * * *
Marito mio
Amore mio,
Uniamo le nostre speranze,
Raccogliamo i nostri
Ideali, ché
Zefiro non li possa disperdere.
Insieme supereremo
Ogni avversità.
Chi
Hai
Incontrato oggi
Avrà di te
Ricordi
Amichevoli.
Ama la
Natura
Non rovinarla,
Invita
Tutti
Ad apprezzarla
Presente
Ancora
Come Lo
Era
Ed è a
Betlemme,
Egli
Nasce in
Eterno.
Non
Abbiate
Timore di
Amare la
Luce
Eterna!
Nascendo porta
Amore a
Tutte le
Anime, rifulgenti della
Luce da Lui
Emanata.
Anche stavolta,
Non è una
Novità, l’anno vecchio si
Oscurerà, lasciando al
Nascente anno nuovo
Un compito
Oltremodo gravoso: portare
Vincite, speranze e felicità ad
Ogni persona che lo festeggerà.
Buona vecchina
Elargisce ai bravi
Fanciulli
Addormentati:
Ninnoli, balocchi e
Abbondanza di dolcetti.
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INDOVINELLI
1) E’ la prima cosa che facciamo quando nasciamo e l’ultima prima di morire. Che cosa?
2) Quando arriva lei, lui se ne va. Chi?
3) E’ rotondo e va su e giù, ma non lo può fare da solo, a muoverlo devi essere tu. Che cos’è?
4) E’ rotondo, ma non è una ruota.
E’ piatto, ma non è un piatto.
Lo puoi inserire in un apparecchio elettrico, ma non lo puoi cucinare.
Può essere cibo per la mente, ma non è commestibile.
Che cos’è?
FILASTROCCHE
Ricordi d’estate
Nell’afosa estate sono stato al mare
e la bella esperienza non voglio scordare,
così appendo, come quadri, nella stanza
cappelli e costumi usati in vacanza,
col mio secchiello, per l’umida sabbia,
non faccio un castello
ma una sorta di gabbia,
vi chiudo dentro le allegre risate
che libererò nelle bigie giornate.
La vasca da bagno voglio trasformare
in uno specchio d’acqua
che mi ricordi il mare,
sul fondo vi spargo
dei sali colorati,
granchi di gomma rossa,
due pesci innamorati.
IL CASSONETTO DELLA CARTA
Sono il giallo cassonetto
e riempiendomi la pancia
con la carta da “rigetto”,
pur se era un po’ malconcia,
mi son fatto una cultura;
ogni tanto, addirittura,
ho mangiato a colazione
un “giornale-spazzatura”,
così ho fatto indigestione
di vip, gossip e paparazzi
ed ho la testa in confusione
per gli inutili schiamazzi
dentro alla pubblicazione.
LA CAMPANA DEL VETRO
Sono la campana verde
e qui dentro al mio pancione
il “vuoto a perdere” non si perde
che sia giallo, celeste o marrone;
l’importante è che sia vetro,
non di plastica o cartone;
da due litri o mezzo litro,
fallo entrar dal bocchettone
e dopo che l’avrò mangiato,
tutto il vetro frantumato,
nella fabbrica verrà riciclato.
Quando entra nella mia pancia
il vetro verde o color dell’arancia,
un po’ mi sento frastornare
col rumoroso tintinnare
dei pezzetti colorati
tutti insieme ammassati.
AL PAPA’
Caro papà,
che gioia mi dà
parlare con te
di tutti i miei perché,
a volte, però, sei così stanco
che t’addormenti con me al tuo fianco,
io provo a chiamarti, ma poi ti lascio stare
perché m’accorgo che vuoi solo riposare.
Ma la domenica è un giorno brioso
ed io non ti lascio un momento di riposo,
con te voglio giocare a pallone,
correre, scherzare, fare un ruzzolone.
Perdonami se a volte ti faccio arrabbiare,
combinando guai che non so riparare
e se proprio perdi la pazienza…
vai a pescare con amo e lenza!
Caro papà,
ti auguro tanta felicità
e ti mando un bacione
sulla punta del nasone!
E’ PRIMAVERA
La natura si sta risvegliando, è primavera!
Il sole illumina e riscalda fino a sera,
primavera è ritornata tutta quanta colorata,
che stagione fortunata! È da tutti tanto amata.
Nel cielo volan rondinelle e farfalline,
tra i campi sbocciano violette e pratoline,
ben tornata primavera! Dai giochiamo fino a sera
con aquiloni colorati, correndo per i prati.
A volte soffia un venticello pazzerello
ed in certi giorni devi prendere l’ombrello, (*)
è così questa stagione, che porta gioia ed emozione,
perché tutto si rinnova e rinasce a vita nuova!
PIOGGERELLA
Pioggerella, pioggerellina
Dalla voce argentina,
ti ho sentita stamattina,
mentre ero in cucina;
ho pensato: “Non c’è tempo bello,
dovrò prendere l’ombrello,
altrimenti, andando a scuola,
mi bagnerei dalla testa alla suola”.
Pioggerella, pioggerellina
Sei di tutti la beniamina
Specialmente per i contadini,
per chi ha gli orti ed i giardini,
ma se diventi un acquazzone
forte, forte come un leone
tutti diranno: “Oh che disdetta!
Speriamo che passi in fretta,
speriamo che passi in fretta!”.
EVVIVA E’ NATALE!
Evviva è Natale
con le luci lungo il viale,
per creare la magia
e donare l’allegria.
Prepariamo la capanna
dove il Bimbo fa la nanna
ed insieme a Lui ci sia
San Giuseppe con Maria.
Ecco arrivano i pastorelli
con le pecore e con gli agnelli
e lassù sopra i tetti
ci mettiamo gli Angioletti.
Dai cantiamo insieme a loro:
“E’ Gesù il nostro tesoro”
Sù cantiamo in compagnia:
“Gloria a Dio e così sia!”.
Sulla punta dell’alberello
C’è una stella, pare un gioiello,
fra i rami mettiamo palline,
fiocchi, nastri e candeline.
Evviva è Natale
C’è una musica lungo il viale
Per donare la magia
A chi festeggia in compagnia.
Su cantiamo: “Buon Natale,
a nessuno dobbiam voler male,
se saremo tutti amici,
diverremo più felici!”
Evviva è Natale!
È un giorno davvero speciale,
che c’insegna a donare col cuore
tanta Pace e tanto Amore!
NATALE IN GIROTONDO
Giro, giro tondo
Sia Pace nel mondo
Noi bene ci vogliamo
E tutti ci aiutiamo!
Giro, giro tondo
Gesù viene nel mondo
Sia Pace sulla terra
Amore e mai più guerra!
LA FILASTROCCA DELLE FOGLIE
Tutte le foglie hanno il picciolo
pure quelle del fagiolo,
per tenersi attaccate
ai vari rami delle piante
hanno il margine
tutto attorno
puoi chiamarlo anche contorno
esso può essere dentato,
oppure liscio o seghettato.
Ci sono poi le venature
quelle righette chiare o scure
che attraversano la foglia
per poter meglio nutrirla.
Passiamo ad esaminar la forma
qui proprio non esiste norma:
palmate, lobate, lanceolate,
aghiformi, cuoriformi,
ve ne sono di larghe e di strette,
con la punta o rotondette.
Ma qui la storia voglio finire
sebben ci sia ancora molto da dire
per non creare confusione
con tutte queste parolone!
LA CANZONE DI SERAFINO
Serafino, Serafino
è un bambino assai carino!
E’ venuto qui a scuola
dove presto il tempo vola.
E’ venuto a suggerire
tanti modi per giocare
così ora tutti insieme
ci possiamo divertire.
Su prendiamoci per mano
ed in tondo noi giriamo,
poi contiamo: “Un – due – tre”
a star fuori tocca a te!
IL MIO ARCOBALENO
Possiedo un grande arcobaleno
con cui mi diverto a fare il pieno
di tutti i colori del mondo
girando in tondo, girando in tondo.
Sul mio arcobaleno oggi ho incontrato
un bellissimo verde – prato
e lì vicino (manco farlo apposta)
c’era il giallo del sole, fermo in sosta.
Ieri, invece, mi son divertito
a colorare d’arancio il mio dito.
Domani, forse, mi farò tentare
da indaco e celeste, che mi ricordano il mare.
Poi, con il viola, fisso nel mio pensiero
dipingerò un fiore che sembrerà vero..
Saltando ogni colore, come si salta un fosso,
mi tufferò, alla fine, nel vivace rosso.
Nel mio cuore ho un arcobaleno,
con tutti i colori del mondo,
lo creo con la fantasia,
girando in tondo, girando in tondo.
Con questo arcobaleno vivace
io dipingo nel cuore
un mondo di pace.
IL PARCO DEGLI ALBERI AMICI
Gli alberi del bosco sono tutti amici
Gli alberi del bosco vivono felici
Perché hanno capito che son tutti importanti
L’unione fa la forza e loro sono in tanti.
Qualcuno porta doni, qualcuno porta frutti
e tutti fan da casa per tanti animaletti.
Insieme sono un parco con tante differenze,
dove i bimbi giocano senza preferenze.
E’ questo il grande “Parco degli alberi amici”,
così l’hanno chiamato e son tutti felici.
FILASTROCCA DELLA BEFANA
Filastrocca della Befana
che arriva col vento di tramontana,
addosso porta una vecchia sottana
ed una mantella di calda lana.
La Befana verrà di notte
non con l’aereo, né con l’autobotte,
ma cavalcando una scopa fatata,
ché da sua nonna l’ha ereditata.
Poi cercherà nel suo sacco marrone
i doni da lasciare a bimbi e bimbe buone,
invece, ai monelli (questo si sa già),
un po’ di carbone lei porterà.
La Befana è una vecchina strana,
forse è streghetta, ma non babbana!
A tutti i bimbi fa simpatia
e porta allegria con la sua magia.
FILASTROCCA DELLA FILASTROCCA
Quando una filastrocca
mi sale alla bocca
sapete che faccio?
La mastico un po’ e poi dico:
“Ohibò, ’sta filastrocca sarà pure strampalata,
ma è un peccato che vada sprecata!”
Perciò mi metto a pigiar sulla tastiera
una breve o lunga tiritera
e, talvolta, non m’accorgo che s’è già fatta sera.
Lettere e parole si forman leste, leste
e così, messe in rima,
sembran quasi vestite per le feste.
CONTO E CANTO
Mi è tornata in mente una tiritera che mi dicevano quand’ero piccola: “Questa lé la fola del’ochetina bianca, voto che te la conta o voto che te la canta? – Contamela! – Questa lé la fola de l’ochetina bianca…” Da qui m’è nata la seguente breve filastrocca:
Prima o poi te lo conto (*) e te lo canto
Questo racconto che sembra un incanto.
Te lo canto e te lo conto
Senza fare alcuno sconto
Né di tempo, né di parole
Tanto, loro, nascono da sole,
giacché si formano svelte in testa
e tutto, intorno, mi sembra una festa.
Ma allora, vuoi che te lo canto o vuoi che te lo conto?
Dimmelo ed io ne terrò conto.
(*) conto= forma dialettale veneta che in questo caso significa “narro”
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Ho scritto e musicato questa canzoncina per bambini in cui le note musicali discutono tra loro.
PAROLE IN MUSICA (canzoncina sulle note musicali)
DO DOMANDA: “SON LA PRIMA?”
RE REPLICA: “EH NO, COMANDO IO!”
MI: “MI SPIACE STARVI DIETRO”
FA, FA FINTA DI NON SENTIRE
SOL, SOLLEVA UNA QUESTIONE
LA: “LASCIATEMI UN PO’ IN PACE!”
SI: “SI CANTA ALFINE INSIEME?”
“DO - RE - MI - FA - SOL - LA - SI”
LE SETTE NOTE SULLA SCALA
CANTANO COSI’