Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza.
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.

In my grandmother’s time she did not throw anything away. Not even the experience.
A kiss was a rare thing in a person’s life and it was guarded as a treasure. The pain was jealously guarded so as not to forget. And of what you learned.
Now socks, pains and kisses, we consume everything, we damage everything, we are trashing everything.
[Marcela Serrano]
iltempodelleriflessioni
/ gennaio 31, 2013Già cara Annita, una mela bacata si capa con il coltellino, oggi la frutta leggermente ombrata, si butta perché marcia, i tempi cambiano, ed il consumismo avanza, un abbraccio, Angela.
newwhitebear
/ febbraio 1, 2013I tempi son cambiati. Nessuno ha più il tempo di aggiustare qualcosa, di fare economie, di non buttare via qualcosa.
Spesso è la stessa tecnologia che ci impone di buttare via l’oggetto, spesso è l’abitudine a considerare una mela seganta dalla grandine degna del rusco, spesso è la pigrizia di ramendare un calzino che ci impone di buttarlo e comrarne uno nuovo.
Felice serata
Un abbraccio
Gian Paolo
annitapozzani
/ febbraio 2, 2013Concordo con voi, Angela e Gian Paolo: Vi auguro un buon fine settimana! Ricambio l’abbraccio