Ieri sera ho assistito alla Lettura-rappresentazione di alcuni passi significativi del romanzo “Stelle di cannella” di cui ho dato notizia nel precedente post. Voglio complimentarmi con gli organizzatori dell’iniziativa, con la Prof.ssa Nella Dall’Agnello che ha coordinato, letto e raccontato con il suo consueto trasporto e la sua competenza, con il Prof. Giuseppe Modena che attraverso la sua chitarra ha creato un ottimo ed appropriato sottofondo musicale e soprattutto voglio rivolgere un caloroso applauso “virtuale”, ma di cuore, a tutti i lettori presenti, poiché hanno saputo coinvolgere gli spettatori anche emotivamente, rendendo “vive” le pagine del libro, riuscendo a portarci dentro alla storia grazie ad una lettura a più voci, abilmente drammatizzata. Un grande merito per la riuscita della serata va riconosciuto all’autrice del romanzo Helga Schenider che attraverso una scrittura incisiva ed essenziale ha saputo raccontare con garbo ed intelligenza le tristi vicende umane e animali (vista l’importanza dei gatti in questa storia) di alcuni suoi parenti, mettendo in risalto sentimenti, emozioni, valori e disvalori della Germania nazista, alla vigilia della guerra. In particolare la lettura di questo romanzo, consigliabile già dal secondo ciclo di scuola primaria, invita a riflettere su come le dittature (qual’è stata il nazismo) plagino i giovani, servendosi anche della scuola per insegnare loro ad odiare chi non corrisponde a certi dettami e per spingerli al militarismo.
Ecco la scheda sul libro pubblicata in http://www.mondadorieducation.it
David e Fritz sono due amici per la pelle, orgogliosi, tra l’altro, dell’amicizia che lega i loro due gatti. Entrambi abitano in un quartiere di Berlino dove tutti cercano di andare d’accordo e di aiutarsi. Ma l’atmosfera cambia quando il partito nazista vince le elezioni: la propaganda antiebraica di Hitler crea inimicizie e sospetti. E poiché David è ebreo, Fritz lo ripudia e lo minaccia, insultando i suoi genitori (nonostante la madre Jutta, in realtà, non sia ebrea) e si spinge addirittura a uccidere il gatto dell’ex amico, colpevole, a suo dire, di aver “sedotto” la sua gattina “ariana”. Lene, figlia del primo marito di Jutta – e quindi non ebrea – difende il patrigno e il fratellastro David, per il quale nutre sincero affetto, ma suo marito, un giovane ricco che svolge una vita brillante, a contatto con gente potente, le proibisce di compromettersi.
TEMI E PERCORSI
* l’amicizia di due adolescenti minata dal pregiudizio;
* l’antisemitismo e la propaganda antiebraica;
* la manipolazione del consenso da parte dei regimi totalitari.
LA RICETTA (dal sito: http://www.vivavoceonline.it/articoli.php?id_articolo=1172 )
Stelle di cannella
Questi morbidi biscotti natalizi speziati alla cannella, ricoperti di glassa e dalla caratteristica forma di stella, vengono tradizionalmente consumati dagli ebrei tedeschi, dopo la fine del digiuno di Yom Kippur, annunciato dalla prima stella che appare nel cielo della notte. Mangiare le stelle di cannella (“Zimtsterne”) ha funzione propiziatoria per il nuovo anno.
Ingredienti: 3 albumi, 250 g di zucchero a velo, 300 g di farina di mandorle, 2 cucchiaini di essenza di vaniglia, 1 cucchiaio di cannella in polvere, mezzo cucchiaino di noce moscata grattugiata, 1 pizzico di sale.
Montate gli albumi a neve con il pizzico di sale. Quindi aggiungete gradualmente lo zucchero a velo continuando a rimestare. Lasciate da parte 4-5 cucchiai del composto ottenuto per glassare i biscotti; al resto invece aggiungete metà della farina di mandorle, l’essenza di vaniglia, la cannella e la noce moscata. Quindi incorporate a poco a poco al composto la rimanente farina, formate una palla e mettete l’impasto a riposare in frigo per almeno un’ora. Distribuite un po’ di zucchero a velo sul piano di lavoro e stendete l’impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 5 mm. Ritagliate le stelle con uno stampino inumidito con acqua e ricopritele con la glassa precedentemente messa da parte. Infine disponetele su una teglia rivestita con carta da forno. Lasciatele riposare per qualche ora. Fate cuocere per 20-25 minuti (temperatura 150°) fino a quando la superficie apparirà appena dorata. A cottura ultimata fate raffreddare i biscotti su di una griglia.
N.B. I biscotti si possono conservare anche per 4-5 settimane ponendoli in una scatola di latta o in un barattolo ben chiuso in luogo fresco e asciutto.

laurapozzani
/ gennaio 24, 2013Grazie carissima per i complimenti che hai fatto anche al gruppo dei lettori di cui ho fatto parte con piacere e onore! Il tuo post è molto ben dettagliato e offre spunti di riflessione e conoscenze legate all’argomento. Anch’io, avendolo letto e “vissuto” in un certo senso, consiglio la lettura di questo romanzo. Grazie anche per la tua presenza ieri sera e il sostegno che mi hai dato. Un bacione.
annitapozzani
/ gennaio 25, 2013Complimenti meritati! Mi ha fatto piacere esserci. Ti abbraccio.
iltempodelleriflessioni
/ gennaio 24, 2013Rieccomi qua Annita, bellissimo post cara, mi ricordo circa 3 anni fa quando mia figlia fu scelta insieme ad altri due studenti in tutto il liceo per la giornata della memoria e parti x Cracovia, quando tornò a casa era ancora emozionata per quello che aveva visto e per la presenza dei sopravvissuti a cui pose molte domande, gli anni del nazzismo furono anni bui, terribili , siamo state fortunate e sono fortunati i nostri figli a non dover vivere esperienze di tale drammaticità, un bacio Annita a presto, Angela. P.S. penso che farò a tempo breve la ricettina dei biscotti.
annitapozzani
/ gennaio 25, 2013Grazie Angela! Penso che sia stata un’esperienza molto intensa quella vissuta da tua figlia. Speriamo che queste testimonianze su quelle orribili vicende siano un monito per i giovani per impegnarsi a non farle accadere mai più (purtroppo in molte parti del mondo si attuano ancora tante atrocità simili). Io non provo la ricetta perché sto cercando di stare a dieta, poi mi dirai se i biscotti sono buoni