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Se qualcuno ti odia…

tratto da http://www.oshoba.it


Cosa fai quando qualcuno ti odia?

Il fatto che una persona ti odi o ti ami non dovrebbe fare alcuna differenza dentro di te. Se tu sei, resti ciò che sei. Se non sei, vieni immediatamente alterato. Se non sei, chiunque può spingerti, tirarti, colpire i tuoi punti deboli, colpirti nell’orgoglio e alterarti, modificarti. In quel caso, sei uno schiavo, non un padrone. Inizi a essere un padrone solo quando ciò che accade fuori di te, qualunque cosa sia, non ti cambia: il tuo habitat interiore resta lo stesso.

Il fatto che qualcuno ti ami o ti odi è un suo problema. Se tu sei, se hai compreso il tuo essere, resti sintonizzato su te stesso. Nessuno può disturbare la tua armonia interiore. Se l’altro ama, bene; se qualcun altro odia, bene: entrambi restano fuori di te. Questa è ciò che viene definita padronanza di sé, cristallizzazione: divenire liberi dalle impressioni, dalle influenze.

Tu mi chiedi: Cosa fai quando qualcuno ti odia?
Cosa posso farci? È un problema di quella persona; non ha nulla a che vedere con me. Se qui non ci fossi io, avrebbe odiato qualcun altro. Comunque avrebbe odiato: se non ci fosse stato nessuno e lei fosse rimasta da sola, avrebbe odiato se stessa. L’odio è il suo problema, non ha assolutamente nulla a che vedere con me. Di fondo, non è un sentimento riferito a me: io sono solo una scusa. Qualcun altro avrebbe fatto al caso altrettanto bene, sarebbe stata un’ottima scusa per lei.
Non l’hai mai notato? Quando sei arrabbiato, sei arrabbiato e basta. La tua rabbia non è rivolta verso qualcuno: quel “qualcuno” non è altro che una scusa. Torni dall’ufficio arrabbiato e aggredisci tua moglie; esci da casa arrabbiato e te la prendi con i tuoi impiegati in ufficio. Se analizzi i tuoi stati d’animo, arriverai a comprendere che appartengono a te: vivi nel tuo mondo, ma continui a proiettarlo sugli altri.
Quando sei arrabbiato, tu sei arrabbiato, e non lo sei verso di me. Quando sei pieno di odio, tu sei pieno di odio, e non lo sei verso di me. Quando sei colmo d’amore, tu sei colmo d’amore, e non lo sei verso di me. Una volta che l’avrai compreso, starai nel mondo come un fiore di loto. Resterai nell’acqua, ma quest’ultima non ti toccherà; resterai nel mondo, ma distaccato, senza farne parte. A quel punto nessuno potrà distrarti, disturbare il tuo silenzio: la tua compassione continuerà a scorrere. Se mi ami, ricevi la mia compassione; se mi odi, non riceverai la mia compassione, ma non perché io non te la offra. Io te la starò continuamente offrendo, nella stessa misura in cui la offro a coloro che mi amano, ma tu sarai chiuso e non la riceverai.
Una volta che l’essere è conseguito, si è compassione, compassione incondizionata. Non è che in certi momenti si sia compassionevoli e in altri no: la compassione diventa uno stato d’animo naturale, un atteggiamento permanente, una parte integrale del proprio essere. A quel punto, qualsiasi cosa l’altro farà, riceverà comunque compassione; ma ci saranno momenti in cui la riceverà, perché sarà aperto, e altri in cui non la riceverà, perché sarà chiuso.
Per cui, quando odierai non riceverai; quando amerai, riceverai.

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  1. gennaio 26, 2012 alle 5:10 pm | #1

    Io personalmente non riesco odiare nessuno perché non fa parte di me.
    Qualcuno mo odia? Il problema è suo,. Io continuo a rimanere me stesso e comportarmi esattamente come mi sono comportato finora.
    Sentirò il suo livore, ma scivolerà via come un soffio di vento.
    Un abbraccio

    • gennaio 26, 2012 alle 7:32 pm | #2

      Neppure io ho mai provato odio per qualcuno. Il tuo atteggiamento è proprio quanto consiglia Osho. Ricambio l’abbraccio

  2. gennaio 26, 2012 alle 5:20 pm | #3
  3. gennaio 26, 2012 alle 8:33 pm | #5

    è una filosofia giusta ma che io non ho ancora imparato ad usarla. Non odio, ma mi arrabbio, e mi sfogo ma, ho un pregio amo smisuratamente e mi faccio perdonare. Non sarò mai un fiore di loto e non saprò vivere nel silenzio ma mi accontento di vivere come un fiore di campo scrollata dal vento e amata da chi ama i fiori. Ciao

    • gennaio 27, 2012 alle 5:52 am | #6

      Cara Gabri, il fatto di non provare sentimenti di odio è già una bella cosa, inoltre l’essere abbastanza consapevoli di come si è e il sapersi accettare così è pure questo un bel risultato! Un abbraccio, Annita

  4. gennaio 27, 2012 alle 7:06 am | #7

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  5. gennaio 27, 2012 alle 7:56 am | #8

    A odiare si sprecano molte energie preziose,
    l’ho imparato nel corso degli anni. Ho imparato
    a guardare con distacco chi mi odia, o mi è ostile.
    La vita scorre con un intoppo in meno, e non è poco.
    Buona giornata, un abbraccio, Lori.

  6. gennaio 27, 2012 alle 3:33 pm | #10

    Io invece penso di essere un po’ sbagliato. Quando mi e’ successo che una persona si comporti male con me per piu’ di una volta, non riesco ad avere lo stesso rapporto e alla seconda volta, faccio molta fatica a dimenticare cio’ che mi ha fatto.
    D’altro canto, penso che nessuno mi odi nel vero senso della parola e questo sentimento non e’ neppure nel mio vocabolario; direi piutto sto che mi sta’ antipatico o che non andiamo d’accordo.
    Dovrei riuscire a perdonare and let it flow :-)

    • gennaio 27, 2012 alle 4:27 pm | #11

      Non siamo tutti uguali ed è umano far fatica a perdonare i torti subiti. Sicuramente chi porta a lungo rancore verso qualcuno soffre di più rispetto a chi dimentica facilmente ed è disposto a metterci una pietra sopra. Personalmente dò volentieri una seconda e anche una terza chance; onestamente debbo anche dire che finora non mi è mai capitato di andare in totale disaccordo con qualcuno e che sono più portata per la ricerca del punto d’incontro che non per lo scontro. Un caro saluto, Annita

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