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Archivio per gennaio 26, 2012

Se qualcuno ti odia…

gennaio 26, 2012 11 commenti

tratto da http://www.oshoba.it


Cosa fai quando qualcuno ti odia?

Il fatto che una persona ti odi o ti ami non dovrebbe fare alcuna differenza dentro di te. Se tu sei, resti ciò che sei. Se non sei, vieni immediatamente alterato. Se non sei, chiunque può spingerti, tirarti, colpire i tuoi punti deboli, colpirti nell’orgoglio e alterarti, modificarti. In quel caso, sei uno schiavo, non un padrone. Inizi a essere un padrone solo quando ciò che accade fuori di te, qualunque cosa sia, non ti cambia: il tuo habitat interiore resta lo stesso.

Il fatto che qualcuno ti ami o ti odi è un suo problema. Se tu sei, se hai compreso il tuo essere, resti sintonizzato su te stesso. Nessuno può disturbare la tua armonia interiore. Se l’altro ama, bene; se qualcun altro odia, bene: entrambi restano fuori di te. Questa è ciò che viene definita padronanza di sé, cristallizzazione: divenire liberi dalle impressioni, dalle influenze.

Tu mi chiedi: Cosa fai quando qualcuno ti odia?
Cosa posso farci? È un problema di quella persona; non ha nulla a che vedere con me. Se qui non ci fossi io, avrebbe odiato qualcun altro. Comunque avrebbe odiato: se non ci fosse stato nessuno e lei fosse rimasta da sola, avrebbe odiato se stessa. L’odio è il suo problema, non ha assolutamente nulla a che vedere con me. Di fondo, non è un sentimento riferito a me: io sono solo una scusa. Qualcun altro avrebbe fatto al caso altrettanto bene, sarebbe stata un’ottima scusa per lei.
Non l’hai mai notato? Quando sei arrabbiato, sei arrabbiato e basta. La tua rabbia non è rivolta verso qualcuno: quel “qualcuno” non è altro che una scusa. Torni dall’ufficio arrabbiato e aggredisci tua moglie; esci da casa arrabbiato e te la prendi con i tuoi impiegati in ufficio. Se analizzi i tuoi stati d’animo, arriverai a comprendere che appartengono a te: vivi nel tuo mondo, ma continui a proiettarlo sugli altri.
Quando sei arrabbiato, tu sei arrabbiato, e non lo sei verso di me. Quando sei pieno di odio, tu sei pieno di odio, e non lo sei verso di me. Quando sei colmo d’amore, tu sei colmo d’amore, e non lo sei verso di me. Una volta che l’avrai compreso, starai nel mondo come un fiore di loto. Resterai nell’acqua, ma quest’ultima non ti toccherà; resterai nel mondo, ma distaccato, senza farne parte. A quel punto nessuno potrà distrarti, disturbare il tuo silenzio: la tua compassione continuerà a scorrere. Se mi ami, ricevi la mia compassione; se mi odi, non riceverai la mia compassione, ma non perché io non te la offra. Io te la starò continuamente offrendo, nella stessa misura in cui la offro a coloro che mi amano, ma tu sarai chiuso e non la riceverai.
Una volta che l’essere è conseguito, si è compassione, compassione incondizionata. Non è che in certi momenti si sia compassionevoli e in altri no: la compassione diventa uno stato d’animo naturale, un atteggiamento permanente, una parte integrale del proprio essere. A quel punto, qualsiasi cosa l’altro farà, riceverà comunque compassione; ma ci saranno momenti in cui la riceverà, perché sarà aperto, e altri in cui non la riceverà, perché sarà chiuso.
Per cui, quando odierai non riceverai; quando amerai, riceverai.

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