Non chiederci la parola
di Eugenio Montale
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

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Cara Annita, tema che amo molto, questo delle parole.
E la poesia, anche, amo molto.
E il tema intrecciato della parola e dell’anima, legate insieme da qualcosa di ineffabile, che non si può dire, come pure, in Montale, dicono benissimo gli ultimi famosissimi versi…. Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Ecco, in cambio del regalo di questi versi, ti regalo altri versi che legano insieme, fin dal titolo, parole e a anima, in un’esistenza che è come il soffio, leggero. Non vi sono verità da rivelare, ma attimi da cogliere, sembrano dire i poeti. E così le parole si fanno piccole, infinitesime particelle di tempo, atomi dell’anima, mattoni che rendono visibili i recessi nascosti dell’anima, che appaiono e scompaiono, che più che dire dicono ciò che non si deve dire… perchè forse il vero mistero è il tutto, ciò che non sappiamo dire, ciò che nessuna parola sa descrivere, e allora siamo costretti ad usare le parole per dire solo frazioni, parti, riduzioni di quel tutto. E ci sentiamo maghi già in quest’operazione di estrazione di piccoli diamanti luminosi dall’infinita ed oscusa miniera sotterranea che è quel tutto. E, ancora più proviamo meraviglia quando scopriamo che quel tutto non esisterebbe se i nostri occhi della mente non sapessero coglierlo. E ci sentiamo padroni del mondo quando con una parola ci sembra riusciamo ad avvicinarci ad uno di quei diamanti.
Ma forse, come dice la Szymbroska, è tutto un gioco di attimi, nel quale viviamo ed invecchiamo conversando con quell’anima nostra alla quale regaliamo parole preziose come perle e, come perle, del tutto inutili alla vita ed all’anima.
Un abbraccio,
Piero
Szymborska – Qualche parola sull’anima
L’anima la si ha ogni tanto,nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorno dopo giorno,anno dopo anno,possono passare senza di lei.
A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da’ una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli,si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiche’ preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
e’ schifiltosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi,
e’ presente accanto a noi solo quando essi sono uniti.
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi,
che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene e quando sparira’ di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
cosi’ come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.
Bellissima la tua riflessione Pier! E stupenda la poesia che hai scelto! Un caro saluto, Annita
Montale mi piace molto in generale, ma questa poesia è tra le mie preferite.
Anche tra le mie naturalmente, ciao ciao
Montale mi piace molto, anche se non tutte le sue poesie incontrano i miei gusti.
Questa è tra le preferite.
Un abbraccio
GP
Anche per me è lo stesso; forse questa è la poesia che preferisco tra quelle da lui scritte, tanto che qualche anno fa l’ho scelta come introduzione ad una lezione che avevo tenuto presso l’università del tempo libero di un paesino limitrofo al mio. L’argomento della lezione era: “La seduzione della parola”. Ricambio l’abbraccio, Annita