Le sensazioni che ho qui trasferite in poesia, sono nate tempo fa mentre stavo stirando, in soggiorno con la musica accesa (la canzone di Mariella Nava che ho messo qui sopra). Dalla finestra della cucina proveniva una luce solare piuttosto fioca (per tutto il giorno c’era stato tempo piovoso o nuvoloso), ma nel crescendo del brano musicale, nell’acme della canzone, ecco che la luce è aumentata tutta di colpo, spingendomi a voltarmi verso la finestra, così, attraverso il gioco creato dalla tenda in tessuto bianco leggero, mi è apparsa l’immagine di una croce di luce, al cui centro stava il sole che volgeva al tramonto. L’insieme creato da musica e luce, mi ha fatto provare un sentimento di gioia mista a commozione e mi sono salite le lacrime agli occhi ed un sorriso alle labbra.
In Veneto la tradizione contadina ricorda che la torta della befana è la
PINZA DE LA MARANTEGA
ci sono varie preparazioni per questa torta casereccia, in ognuna è previsto l’uso di farina gialla e farina bianca
Ecco una ricetta in dialetto
Impastar insieme mezo chilo de farina zala da polenta con un’eto de farina de formento, du ovi, du eti de uveta, du eti de fighi sechi a tochetini, una bustina de lievito, un pochi de semi de fenocio o anice (ghe ci ghe mete anca un pugneto de canditi e/o na mela a tochetini e/o un pochi de pinoli , mezzo eto de struto o de buro, un poco de late par bagnar la pasta (che la ga da essar ben tendara), se ve piase podì zontarghe anca un bicerin de grapa. Udar el tuto in una tortiera ben onta de burro e cusinar in forno a fogo basso. Proar col stecadente par controlar el punto de cotura; quando ch’el vegnarà fora suto, vorà dir che la pinza le cota. La se magna freda o tepida.
Un’altra ricetta un po’ più elaborata (in italiano) potete trovarla qui:
Questo post è dedicato a mia cognata Laura che mi segue frequentemente sul blog, però dice che mi preferisce in veste di cuoca, quando pubblico qualche post di “cucina facile”, piuttosto che in veste di poetessa perché a suo dire le mie poesie sono “roba da tagliarsi le vene”
Vediamo se il connubio di oggi può piacerle
MMMH, IL CIOCCOLATO!
Ho realizzato tutto un menù
dall’antipasto al tiramisù,
con cacao e cioccolato
ogni piatto ho preparato.
Carpaccio di manzo con grana a scaglie
spolverizzato di cacao nero,
cappesante servite in conchiglie
bagnate con rivoli di cioccolato vero.
Risotto al cacao amaro e mascarpone
decorato con una fragola ed un lampone.
Pollo con glassa al cioccolato e peperoncino,
insalata spruzzata d’olio, cacao e limoncino.
Infine, per completare il pasto prelibato:
Tiramisù e macedonia con gelato al cioccolato.
Ho usato molto cacao amaro e cioccolato fondente
che hanno un aroma forte e seducente,
ma ho aggiunto, per indurre in tentazione,
riccioli di cioccolato bianco e al latte
come decorazione.
La vera delizia, per il mio palato
rimane però il cioccolato in tazza,
ah ne vado pazza!
Magari aromatizzato con cannella e peperoncino,
gustato con panna e qualche biscottino.
(Annita)
E SEMPRE IN TEMA DI CIOCCOLATO UN PEZZETTO DI UNO DEI MIEI FILM PREFERITI: “CHOCOLAT”