SUEÑO

Sueño

flamenco, sueño gitano,

da questo sogno svegliatemi piano.

Ancora un istante io voglio sognare,

tra questi ritmi che invadono il cuore.

Sueño

flamenco, sueño andaluso,

chi entra nel sogno non rimane deluso:

potrà ascoltare il suono speciale

di una musica secolare.

Suoni che narran di terre lontane,

di cielo, di fuoco, di danze gitane.

sueño flamenco, sueño gitano,

il chitarrista, con rapida mano,

tocca le corde ora forte, poi piano,

gioca con loro, le fa vibrare,

con virtuosismo le fa danzare.

Uomo e chitarra sono ormai cosa sola

e la sua voce, come da pianto in gola,

s’innalza roca e finalmente vola.

Vola più in alto, poi dolcemente plana,

l’inconfondibile voce dell’alma gitana.

Sueño flamenco, sueño de España,

la bailaora che lo accompagna,

con morbido gesto, forte e sensuale,

baila la lotta tra il bene e il male,

baila la fede, l’amore, la guerra,

il viaggio gitano verso nuova terra.

La sua danza pulsante, unita al cante jondo,

crea un’emozione che scava in profondo.

E il cantaor esplode in un duende

ch’entra nel corpo e la mente prende.

sueño flamenco in cui vorrei esser nata:

ma bastami la poesia di Lorca

con pathos recitata;

un’esile donna la rende musicale,

con tono duro alterno al sentimentale,

con ritmo incalzante, talvolta suadente,

che dona alla poesia una nota affascinante.

L’attore maschio dalla voce possente,

mi trascina nel verso con fare imponente;

d’un tratto la voce diviene lamento

che il verso poetico disperde nel vento.

sueño  flamenco, sueño gitano,

il risveglio arriva in un batter di mano.

(Annita)

Note:

SUEÑO = sogno

ALMA= anima

BAILAORA= ballerina di flamenco

BAILA= balla

CANTE  JONDO = “pianto musicale” che arriva dal profondo di ricordi e sentimenti comuni, canto intenso, profondo

CANTAOR= cantante di flamenco

DUENDE= parola simbolo per riassumere il significato della “creazione in atto” nel cante eseguito con tono di voce doloroso quasi straziato. Molto bella la spiegazione data da Lorca nel 1930: “Il duende non sta nella gola, sale interiormente dalla pianta dei piedi…  non  si ripete, come non si ripetono le forme del mare in burrasca…”.

  1. ottobre 18, 2011 alle 4:00 pm | #1

    un fascino caldo e avvolgente

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