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Archivio per febbraio 2010

Spunti di riflessione su “Prosocialità e altruismo”

febbraio 20, 2010 Lascia un commento

Giovedì pomeriggio sono stata  al convegno sul tema “Prosocialità e altruismo”, tenuto al Centro Ambientale Archeologico di Legnago, dallo psicoterapeuta-pedagogista Prof. Michele De Beni,  peccato che ho potuto fermarmi un’ora sola (durava 2 ore); nella parte che ho potuto sentire si è argomentato sul compito educativo fondamentale che spetta agli adulti: genitori, insegnanti, catechisti, formatori vari, nei confronti dei ragazzi. Tra le altre cose, mi è piaciuta la citazione che il relatore ha tratto dal diario di Anna Frank: “E’ un grande miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze… nonostante tutto io continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo“. Il Prof. De Beni ha poi rivolto ai presenti una domanda su cui riflettere: “Noi educatori siamo guidati da un principio-speranza, pur mitigato e corretto da un principio-realtà, oppure siamo guidati da un principio-disperazione?” ed ha aggiunto che quando la società educante si ripiega su se stessa e perde la speranza, è un’intera comunità che muore. Lo psicoterapeuta ha poi rimarcato che la crisi giovanile è effetto
della crisi dell’adulto che oggi vive nell’illusione di poter bastare a se stesso, non si pone più domande esistenziali e di conseguenza non ne propone alle nuove generazioni, né si occupa più di aprire e indicare
le strade ai giovani. Purtroppo stiamo diventando sempre più una comunità d’individualisti  e d’indifferenti, un ammasso di gente sempre più sola, mentre è col dialogo, col confronto e con la collaborazione che si produce cultura, si produce ricerca, si progredisce. Un dato allarmante riferito dal relatore: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pronosticato che nel giro di 7 – 10 anni la depressione giovanile sarà una delle prime tre cause di morte dei giovani. E questo profondo malessere giovanile è legato alla solitudine in cui essi vivono, alla mancanza di valori esistenziali trasmessi dal mondo adulto, alla non preparazione a gestire le frustrazioni e le responsabilità personali. Il prof. De Beni ha sottolineato l’importanza di avere un “tu”, con cui relazionarsi, confrontarsi: “Dobbiamo recuperare il valore dell’altro perché egli è fondamentale per noi come la nostra stessa vita”. Il relatore ha inoltre affermato che ogni educatore deve per prima cosa tenere aperto il dialogo con i giovani e continuare a sperare nei giovani, senza mai rinunciare a lottare per loro , facendo loro capire che lui è lì per loro, che ha fiducia in loro e che non gli sono indifferenti. L’educatore deve rispettare la loro dignità di persone, senza essere “buonista”, ma “esigente con amore” ponendo i ragazzi davanti a loro stessi, alle loro responsabilità, aiutandoli a decentrarsi e a vedere le cose con gli occhi dell’altro. Il professore ha pure evidenziato la violenza ormai strisciante nella nostra società, che non è solo quella fisica, ma anche quella presente nell’economia, nei mercati, nell’informazione; quella che ci toglie il diritto di pensare, di avere un’informazione massmediale veritiera (mentre la TV ci propina come “fatti normali” l’aggressività e la non verità, il falso scoop e l’inutile gossip), la violenza che ci nega il diritto di compartecipare e di essere attivi, di essere rispettati come persone e di avere una vera comunità educante.

Il Prof. De Beni ha anche citato e commentato una frase di Gandhi molto significativa, perciò voglio inserirla, come spunto conclusivo di riflessione, in questo post:

“Dovrebbe essere essenziale per una vera educazione, che un bambino imparasse che nella lotta della vita si può facilmente sconfiggere l’odio con l’amore, il falso con la verità e la violenza con la sofferenza”

Mostra interattiva “Tesori tra noi” a Legnago

febbraio 14, 2010 Lascia un commento

Nella settimana dal 15 al 20 febbraio, il Centro Ambientale Archeologico di Via E. Fermi in Legnago ospiterà la mostra interattiva “Tesori tra noi” promossa dall’Associazione Creativementi di Reggio Emilia  ed organizzata dal Polo di Istruzione Professionale “Giuseppe Medici” in collaborazione con: Legnago Musei, Ufficio Scolastico Provinciale di Verona, con la Consulta provinciale studentesca di Verona, con Enaip Veneto, con le Associazioni: L’Ippogrifo, il Corallo, Nefertari, con l’Associazione Amici della Comunità Giovanni XXIII e con l’Azienda A.u.l.s.s. – Dipartimento Dipendenze, Gruppo Prevenzione Ser D. – Legnago.

Il Progetto della mostra interattiva a Legnago è reso possibile grazie al contributo della Banca Veneta – Credito Cooperativo delle Province di Rovigo e Verona, dalla Provincia di Verona e dalla Dual Set – sistemi di sicurezza.

La mostra interattiva ha lo scopo di sensibilizzare i visitatori sull’importanza delle relazioni e del ‘prendersi cura dell’altro’, con la guida di due animatori professionisti.

Protagonisti della mostra saranno GIBI’ &; DOPPIAW, i personaggi nati dalla penna di Walter Kostner, “ambasciatori” ideali della cultura dei valori della solidarietà e della pace.

La mostra è aperta al pubblico dalle ore 15:00 alle 18:00. L’ingresso è gratuito.

Per le scolaresche, l’iniziativa sarà adattata a tre diverse fasce d’età: 5-7 anni, 8-12 anni e 13-16 anni.

Per i  docenti è previsto l’ incontro formativo intitolato: Per una didattica prosociale basato sulle nuove strategie educative in grado di sviluppare negli allievi una cultura del “positivo”, del “creativo” e della “prosocialità”, l’evento si terrà presso l’Aula Magna dell’ Istituto IPAAATA “Medici”via Nino Bixio 49, Legnago

giovedì 18 febbraio alle ore 14:00 (è gradita la conferma di partecipazione entro il 16 febbraio – per prenotazioni rivolgersi al Prof. Cappellari).

Nella stessa giornata, dalle ore 17.30 alle 19.30, seguirà un incontro sul tema Prosocialità ed Altruismo, aperto alla cittadinanza, presso la sala Convegni del Centro Ambientale Archeologico di Legnago.

Entrambi gli incontri avranno come relatore il Prof. Michele De Beni, psicoterapeuta e pedagogista, docente del Centro Studi Interculturale dell’Università di Verona, nonché esperto e conoscitore della realtà di Gibì e Doppiaw .

Per ogni occasione formativa sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Al termine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra “TESORI TRA NOI” e sarà offerto ai partecipanti un rinfresco preparato dagli studenti dell’IPAAATA “Medici”.

N.B. CLICCANDO SULLE PAROLE IN BLU, SOTTOLINEATE, COMPARIRANNO DEI COLLEGAMENTI PER ULTERIORI INFORMAZIONI.

Sognando con Mirò

febbraio 9, 2010 4 commenti

PROGETTO: “SOGNANDO CON MIRÒ”

formazione per insegnanti di scuola dell’infanzia a cura della docente Zanellato Maria Antonia.


“Lo spettacolo del cielo mi sopraffà. Sono sopraffatto quando vedo la luna crescente o il sole in un cielo immenso.

Nei miei quadri si ritrovano spesso forme minuscole in vasti spazi vuoti. Spazi vuoti, orizzonti vuoti, pianure vuote: ogni cosa che è stata spogliata fino a che fosse del tutto nuda mi ha sempre procurato una forte impressione. Ho sempre bisogno di un punto di partenza, sia esso una macchia di polvere o uno squarcio di luce. Questa forma fa nascere una serie di cose, una ti conduce verso un’altra. Un pezzo di filo può dare inizio a un mondo. Trovo i miei titoli man mano che lavoro, allo stesso modo in cui sulle mie tele una cosa porta a un’altra”.

JOAN MIRO’ in XX Siècle, n° 1, 1959

Il corso, seppur breve, è stato esaustivo rispetto all’esperienza che s’intendeva proporre e l’attività è piaciuta a tutte le docenti presenti alla formazione. L’esperienza è adatta per i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ma anche per quelli più grandicelli. La scelta di accostare i bambini all’arte di Mirò si dimostra molto azzeccata, in quanto molte delle sue opere (del periodo surrealista) sono vicine all’espressione grafico-pittorica che usano i bambini. Le opere di Mirò rappresentano ciò che il nostro istinto vede, infatti per una stessa opera ci sono mille modi diversi di leggerla, in funzione di noi stessi e da quel che siamo. Inoltre siamo portati a vedere ed associare a tali elementi un qualcosa che fa parte della realtà, dell’ordinario. Se ci pensiamo, è’ un po’ quello che facciamo quando osserviamo il disegno di un bambino. Personalmente ritengo che Mirò si possa considerare un poeta che usa “tela, colori e pennello”, al posto di “carta e penna”. Come i poeti teneva sempre ben desto, nel suo animo, il fanciullo interiore, tanto che “Fino a 90 anni non ha mai smesso di restare incantato davanti ad uno spicchio di luna, alla luce del sole, al bagliore delle fabbriche, al mondo visto da un aeroplano” (citazione dal libro “Con gli occhi di Mirò” di Paola Franceschini – Edizione Artebambini – 2008). Come i poeti, Mirò “intrecciava la realtà con il sogno” e “gli bastava un’emozione anche piccola e la sua immaginazione si metteva in moto” (cfr. opera citata). Come i poeti “ascoltava le parole silenziose delle cose” (cfr. op. cit.) e in molte delle sue opere artistiche, la poesia si espresse non solo attraverso le immagini, le forme, i colori, ma anche con le parole, usate nei titoli attribuiti ai dipinti, titoli che talvolta nascevano molto tempo dopo aver finito il quadro.

Un esempio per tutti:

“L’ala dell’allodola                

circondata dal blu

dell’oro si riunisce al

cuore del papavero

che dorme sul prato

adorno di diamanti”

dipinto del 1967 che è esposto alla Fundaciò Joan Mirò di Barcellona.

La formazione, svolta in maniera chiara, accattivante ed incisiva dalla bravissima insegnante Maria Antonia,  si è tenuta in due pomeriggi ed ha seguito questo percorso:

-          Esposizione di  conoscenze teoriche sulla vita e sull’arte di Miro

-          Spiegazione del metodo da seguire per proporre il tema ai bambini (ad esempio facendo dei paralleli tra il vissuto dei bambini e l’esperienza  di Mirò, sperimentando alcune sue proposte, come il togliersi le scarpe per prendere energia dalla terra, prima di dipingere)

-          Sperimentazione pratica dei passaggi fondamentali del laboratorio artistico che successivamente si eseguirà con i bambini, composto da tre esperienze, possibilmente abbinate all’ascolto di un  sottofondo musicale appropriato:

  1. A piedi scalzi, tracciare tratti curvilinei con la fusaggine sopra un cartoncino (sull’esempio di Mirò), completare,  in un secondo momento, con nuovi segni volti ad ottenere delle figure (che cosa apparirà?). Al termine si fissa il disegno, spruzzandovi sopra della lacca per capelli.
  2. Su una tavoletta di compensato, ricoperta da pellicola trasparente, creare delle macchie casuali, usando i colori a tempera leggermente diluiti (basandosi sui colori visti nei quadri di Mirò); una volta riempito lo spazio di macchie, posizionare un foglio bianco sulla tavoletta e premendo il pollice sull’incavo di un cucchiaio, appoggiato su vari punti del foglio, far aderire la pittura (con movimenti semicircolari). Una volta sollevato il foglio, su di esso si vedrà uno sfondo simile a quelli dipinti da Mirò. Dopo l’asciugatura si potranno aggiungere degli elementi decorativi (del tipo disegnato dal pittore), usando la fusaggine. Segue il fissaggio con lacca.
  3. Preparazione del gesso acrilico diluito con acqua e una piccola quantità di tempera gialla. Stesura della base su una tela rigida, con un pennello, lasciando i bordi irregolari.  Quando la base è asciutta vi si traccia sopra un disegno, ispirandosi alle figure disegnate da Mirò. Si passa quindi alla pittura con tempere non diluite e, una volta asciutta, si ripassano i contorni con il nero (tempera o pennarello indelebile). La tela va poi incollata su un supporto di legno.

Festa di carnevale a Villa Viola

febbraio 8, 2010 Lascia un commento

“DEL DOMAN NON V’E’ CERTEZZA” – Suoni, versi. canti sul finir do carnovale.

Ciascun potrà portare amici/che, forme d’arte o di gioco.

Sabato 13 febbraio – ore 21

Villa Viola delle Gatte – Via Vittorio Emanuele II, 23 – Cerea

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Un felice connubio: musica e lettura

febbraio 3, 2010 3 commenti

Per festeggiare con i lettori il suo nuovo sito, la Casa Editrice Paramica ha pensato ad una promozione davvero speciale

dal 1° al 28° Febbraio 2010

acquistare uno dei  libri del catalogo

costerà soltanto 10 euro

senza spese di spedizione.

Dal sito della Paramica (Chi siamo):

“Paramica nasce nel 2005 da un’idea di Monica Lapenta con volumi bilingua per bambini e ragazzi dedicati all’Opera Lirica.

Dopo circa quattro anni vanta il più grande catalogo del suo genere, con libri quadrilingua e con titoli mai pubblicati da altre case editrici nell’ambito “Opera per ragazzi”. Al testo semplice e immediato si aggiungono bellissime illustrazioni e le prefazioni di grandi personaggi dell’Opera quali Riccardo Muti, Alberto Zedda, Renato Bruson, Martia Chiara, Mariella Devia, Luciana Serra.”

PER ORDINARE:

ordini@paramica.it

Tel.: 0438 17 36 003

www.paramica.it

Titoli disponibili:

Madama Butterfly, Cavalleria Rusticana, La Traviata, Lo Schiaccianoci, A livella, La luna e il sogno delle lucciole, La Cenerentola, La cambiale di matrimonio, Falstaff, L’elisir d’amore, Il barbiere di Siviglia, La sonnambula, Fernando Cortez, Guglielmo Tell, Aida.

(n.d.r.  I TESTI DEI DUE TITOLI IN GRASSETTO SONO STATI SCRITTI DA MIA COGNATA LAURA CASTELLANI)

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