Dal mio libro “Nuvole di zucchero” propongo la poesia “Orme” centrata sul rapporto padre – figlia e giocata sugli aggettivi ”grande e piccolo”, proprio per sottolineare le due figure parentali
ORME
A piccoli balzi avanza
la bimba, i piccoli piedi affonda
nelle orme sabbiose del padre
Con piccola voce lo chiama…
allorché si gira, e la guarda,
dall’alto della sua severità,
con piccoli sorrisi e grandi occhi
lo quieta.
Infine il padre cede e calpestando
le sue stesse orme
da lei ritorna, con grandi braccia e
una piccola lacrima.
Il sole incorona
il loro grande abbraccio
sospeso a pelo d’acqua
sulla vastità del mare.
(26/08/2007)
UNA POESIA PER LA FESTA DEL PAPA’ E UNA CANZONCINA SULLA PRIMAVERA
Le avevo scritte nel mio secondo anno d’insegnamento in ruolo (allora lavoravo alla scuola dell’infanzia di Villa Bartolomea). La filastrocca sul papà era stata pensata come abbinamento al lavoretto, che consisteva in un orologio, con tanto di lancette, nel quale al posto delle ore c’erano i disegni delle varie espressioni del viso di un papà (assonnato, allegro, arrabbiato…).
AL PAPA’
Caro papà,
che gioia mi dà
parlare con te
di tutti i miei perché,
a volte, però, sei così stanco
che t’addormenti con me al tuo fianco,
io provo a chiamarti, ma poi ti lascio stare
perché m’accorgo che vuoi solo riposare.
Ma la domenica è un giorno brioso
ed io non ti lascio un momento di riposo,
con te voglio giocare a pallone,
correre, scherzare, fare un ruzzolone.
Perdonami se a volte ti faccio arrabbiare,
combinando guai che non so riparare
e se proprio perdi la pazienza…
vai a pescare con amo e lenza!
Caro papà,
ti auguro tanta felicità
e ti mando un bacione
sulla punta del nasone!
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È PRIMAVERA!

La natura si sta risvegliando, è primavera!
Il sole illumina e riscalda fino a sera,
primavera è ritornata tutta quanta colorata,
che stagione fortunata! È da tutti tanto amata.
Nel cielo volan rondinelle e farfalline,
tra i campi sbocciano violette e pratoline,
ben tornata primavera! Dai giochiamo fino a sera
con aquiloni colorati, correndo per i prati.
A volte soffia un venticello pazzerello
ed in certi giorni devi prendere l’ombrello, (*)
è così questa stagione, che porta gioia ed emozione,
perché tutto si rinnova e rinasce a vita nuova!
(*) la frase che parla dell’ombrello mi ha fatto ricordare un’altra canzoncina scritta sempre in quel periodo, riguardante la pioggia:
PIOGGERELLA
Pioggerella, pioggerellina
Dalla voce argentina,
ti ho sentita stamattina,
mentre ero in cucina;
ho pensato: “Non c’è tempo bello,
dovrò prendere l’ombrello,
altrimenti, andando a scuola,
mi bagnerei dalla testa alla suola”.
Pioggerella, pioggerellina
Sei di tutti la beniamina
Specialmente per i contadini,
per chi ha gli orti ed i giardini,
ma se diventi un acquazzone
forte, forte come un leone
tutti diranno: “Oh che disdetta!
Speriamo che passi in fretta,
speriamo che passi in fretta!”.