Giornata della memoria

27 gennaio: GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio 1945 i soldati russi liberarono i prigionieri del campo di sterminio di Auschwitz.

La giornata della memoria, è stata istituita per ricordare il genocidio di sei milioni di ebrei e di almeno 500mila zingari, malati psichiatrici, disabili, omosessuali e minoranze etniche e religiose, durante la seconda guerra mondiale. E’ importante non far cadere nell’oblio quello che è stato il periodo più buio del secolo scorso e non dimenticare gli obbrobri compiuti dagli aguzzini tedeschi nei campi di sterminio di Auschwitz – Birkenau, Mauthausen , Sobibor e Treblinka, perchè tutto questo non debba mai più ripetersi. Purtroppo, però si continua a dimenticare e poche giornate all’anno (questa della Shoah, quella della Pace, quella per i Diritti umani…) non sono sufficienti per frenare i genocidi che continuano a perpetrarsi in tante parti del mondo. Spero almeno che chi si occupa di educazione cerchi di far germogliare negli animi dei bambini i semi della pace, della tolleranza, del rispetto reciproco, dell’uguaglianza nella diversità.

Molte poesie e racconti sono stati scritti dagli stessi superstiti dei campi di concentramento, uno per tutti: l’italiano Primo Levi, sopravvissuto al peggior campo di concentramento: Auschwitz.

Tali scritti raccontano tutte le sofferenze e le atrocità vissute nei lager: lo stesso Primo Levi, non riuscendo a convivere con il ricordo, si suicidò.

SE QUESTO E’ UN UOMO

 
 

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per un pezzo di pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

 

Da: poesie di bambini del Campo di Terezin

Il giardino

Un piccolo giardino,

Fragrante e pieno di rose

Il viale è stretto,

Lo percorre un piccolo bambino

Un piccolo bambino, un dolce bambino,

Come quel fiore che sboccia.

Quando il fiore arriverà a fiorire

Il piccolo bambino non ci sarà più.

Franta Bass

 

 

La farfallaL’ultima, proprio l’ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
- così gialla, così gialla! -
l’ultima,
volava in alto leggera
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà la mia settima settimana
di ghetto…
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell’altra volta fu l’ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.

Pavel Friedann

Vari films rappresentano in maniera abbastanza fedele la vicenda del genocidio e dei campi di concentramento, ad esempio:

  • il film “La Tregua” diretto dal regista Francesco Rosi, tratto dal romanzo omonimo del 1963 (vincitore del premio Campiello) di Primo Levi
  • il film “Il cielo cade” dei fratelli Andrea e Antonio Frazzi.
  • il film “Gli ultimi giorni” ed il più conosciuto “Schindler’s list” (vincitore di sette premi oscar, tra cui: miglior film e miglior regia) entrambi  di Steven Spielberg
  • Il poetico film di Benigni “La vita è bella”.

036 ghetto

clicca sull’immagine per ascoltare la canzone del film “La vita è bella”

Per approfondire: da oltre 40 anni l’Amministrazione Comunale di Rimini promuove un’intensa attività di riflessione sulla storia della Shoah e sulla deportazione, il sito relativo all’argomento è ricco di informazioni e documentazione: 

http://memoria.comune.rimini.it/

 

 


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