Come titolo di questo articolo ho scelto le parole che hanno connotato i due eventi del 13 e del 18 Aprile, legati alla mostra di pittura dei pittori Ferdinando e Simonetta, coppia nell’arte e nella vita.
Ho partecipato ad entrambe le manifestazioni, ricavandone impressioni e sensazioni molto piacevoli, positive, coinvolgenti. E’ stato un bagno d’emozioni espresse negli “orizzonti segreti” dei dipinti di Simonetta e nei “mondi sognati” dei quadri di Ferdinando. Un’immersione nella cultura, nel “microcosmo interiore”, negli interrogativi esistenziali espressi dalle parole dei due relatori che hanno presentato la collezione domenica pomeriggio (l’insegnante Marisa Marconcini e il critico d’arte Pier Antonio Trattenero)e dalla voce donata ai quadri attraverso le poesie scritte da Ferdinando e lette o, meglio ancora, interpretate amabilmente da Marisa Marconcini e dall’attrice Chiara Settin. Ad arricchire l’atmosfera di sogno, hanno contribuito Paolo Bellati eseguendo con voce, chitarra e ed armonica alcune stupende canzoni di Franco Battiato (domenica pomeriggio) e Lorenzo Guadagni, interpretando le poesie di Ferdinando con improvvisazioni musicali eseguite egregiamente al mandolino elettrico (venerdì sera).
(Le espressioni inserite tra virgolette sono state usate da Pier Antonio Trattenero nel suo giudizio critico all’opera dei due pittori).
Prima di concludere un piccolo regalo: Ferdinando e Simonetta hanno acconsentito che io pubblichi sul mio blog le immagini di alcuni quadri accompagnati dalle poesie di Ferdinando e che ad essi io accosti qualche mia poesia che a mio parere è in sintonia con i soggetti delle tele.
La voce del silenzio.
Sono la voce del silenzio, fatta di neve, conosciuta dagli alberi, condivisa dal vento.
Io esisto nel canto dell’erba, e nel pianto della foresta.
Sono l’aria, la luce, l’ombra. Sono il caldo e sono il freddo.
Io sono il pensiero.
Vago nell’infinito, attraverso l’universo.
Io sono la più fedele compagnia, capace di ascoltare, e paziente con chi non mi sente.
Ma se qualcuno riuscisse ad ascoltarmi, sarei la migliore amica.
Sono testimone dei più grandi tormenti,
simbolo della tristezza,
sinonimo di solitudine,
Eppure dispenso saggezza, e porto solo pace.
Io sono il silenzio, la cui voce grida nell’universo: “Il tormento, la tristezza, la solitudine, è mia,
perché la pace che io porto è compresa solo dagli alberi, dal vento, la neve.”
Sono il silenzio che canta nel fuoco e che brucia l’abbandono di un pensiero solitario,
sono il silenzio che piange nella pioggia il ricordo di un sogno dimenticato.
Sono il silenzio che cammina da solo, senza ombra, senza impronta.
Sono il silenzio che si volge all’infinito,
e che guida lo spirito di tutti coloro che
dopo i tormenti condivisi, pianti, odiati e rivelati nella mia voce,
avranno il coraggio di scaldarsi nel mio
fuoco, camminare sulla mia neve, bagnarsi nella mia pioggia, essere luce dopo l’ombra, e calore dopo il freddo.
Io sono il silenzio, amico per chi sa ascoltare, nemico di chi è sordo.
Io sono il silenzio, e sono dovunque.
Esisto, perché tu possa parlare.
Esisto, perché tu possa ascoltare.
Io sono il silenzio, timido e misterioso, crudele e severo, perché nessuno può sottrarsi alla mia voce.
Sono l’eco dell’anima, la cui lingua è sconosciuta eppure limpida, segreta, solo perché non la si ode.
Io sono la voce del tempo, custode del futuro e del passato, ma presente nel momento.
Io sono il silenzio, e non puoi non udirmi… (FERDINANDO)
SILENZI
Indosso un abito
Di silenzio
Lieve
Il fruscio dell’anima…
Lontano echeggia
L’infante che mesce
Lacrime e risa.
(ANNITA)
L’annuncio dello spirito.
seguimi, e ti porterò lontano,
ascoltami, e ti rivelerò un segreto,
cercami, e mi troverai presente,
guardami, e mi vedrai ovunque,
immaginami, e ti parlerò nel sogno,
inventami, e mi esprimerò nei colori,
ricordami, e mi narrerò nella memoria,
desiderami, e io verrò…
(FERDINANDO)
GABBIANI
Osservo con stupore il volo dei gabbiani,
così eleganti, così lontani
e dico a me stessa:
_ Non temere,
anche tu puoi volare,
sfrutta la corrente,
lasciati andare…
Sfrutta la corrente
e libera la mente.
Apri le ali, non pensare a niente…
Lasciati andare,
non temere di volare,
le ali della mente
ti sapranno sostenere_
Mi libro nell’aria, ondeggio con le mani,
imitando, nella danza,
l’eleganza dei gabbiani.
(ANNITA)
Movimento di danza.
Incitato dal suono di tamburi ancestrali,
cedo all’istinto di un movimento primordiale.
Esortato dal ritmo di applausi primitivi,
danzo al mistero della natura.
Consigliato dal sussurro del vento,
celebro gli dei e il loro creato.
Guidato dal consiglio della speranza,
affido al divino la mia anima.
Ammonito dal rischio di una vecchia illusione,
m’inchino al drago guardiano,
affinché egli riconosca nel mio culto,
l’auspicio che il mio sogno un tempo illuso,
divenga realtà nel volere degli dei,
e il mio spirito una volta smarrito,
possa danzando,
tornare all’origine del tempo perduto…
(FERDINANDO)
ANTICO RITUALE
Serpenti di fuoco
percorrono la pelle
dai fianchi alle spalle
intrecciano danze
sinuose:
spirali
ellissi
triangoli di luce
marchiano il corpo
e l’avito rituale
prende vita.
Avvolto d’essenze
e flautate assonanze
il corpo s’arrende
alla danza del serpente
s’eleva nell’aria
s’espande
muta sembianze
destando ataviche potenze.
(ANNITA)
Cuore di rosa.
Dal suolo, emergo al richiamo del sole.
Io porto il messaggio della luce,
e dell’infinito nell’estensione dei miei petali.
Sono rossa, simbolo dell’amore,
sono bianca, simbolo della morte.
Ma la morte null’altro è che una trasformazione,
sono fiore quindi, simbolo di vita.
In me, affiora la bellezza,
e attraverso essa incito il desiderio,
di amore, di vita, di trasformazione,
ma le mie spine sono anche sofferenza,
con esse io rivelo l’unità del tutto,
giacché non vi è amore senza sofferenza,
né vita che non sia dolore,
né trasformazione senza tormento.
Sono semplice, e tutto esprimo,
poi mi dissolvo,
e nel mio appassire,
vi svelo il più grande mistero…
(FERDINANDO)
La fragranza di un fiore
Se saprai addentrarti
nel deserto interiore
scoprirai la fragranza del fiore
che si schiude
al primo raggio di sole.
Scendi giù
nel profondo del tuo cuore,
scava nella sabbia
del deserto interiore
e scoprirai la fragranza di un fiore,
coltivato per mano
dell’Amore.
Poni le tue mani
al centro del tuo cuore,
senti con le dita
i petali del fiore,
annusa la sua vita
dischiusa dall’Amore.
Fallo ora, non domani!
Potrebbe sfuggirti il momento
per capire il puro sentimento!
Delicatamente, tra le mani,
poni il prezioso fiore,
senti, tra le dita,
come vibra la vita,
osserva, stupito, il suo colore,
creato per mano
dell’Amore.
(ANNITA)
Il canto del vento.
Io sono sui monti,
tra gli alberi,
nel mare,
sulla terra e nelle grotte.
Io muovo gli oceani e i cieli.
Ovunque io passo tu puoi udire il mio canto,
ovunque io sibilo tu puoi ascoltare la mia lirica,
ovunque io soffio tu puoi sentire la mia musica.
Per alcuni sono la manifestazione,
per altri il vuoto.
Per alcuni sono la distruzione,
per altri un principio.
Per alcuni porto la voce dello spirito,
per altri quella delle streghe.
Ma ovunque io sia, come canto, lirica, musica,
manifestazione o vuoto,
distruzione o principio,
spirito o strega,
io odo il lamento di tutti i pensieri,
e attraverso i monti, gli oceani, i fiumi,
da una parte all’altra del mondo,
al di là delle stelle,
fin oltre i confini dell’universo,
lungo infiniti percorsi,
li conduco con me,
fino alla dimora di quell’anima che un giorno,
di tal pensiero fece una voce,
e sentendo per la prima volta il suo gemito,
si smarrì.
L’interprete del sogno.
Qui, tutto sembra irreale,
tutto è concesso.
Qui, tutto ha un volto,
tutto si rivela.
Qui, la paura sorride e la morte danza,
il coraggio fugge e la vita osserva.
Qui l’allegria si colora e la tristezza dipinge,
il piacere si espande e la noia si consuma.
Qui la bellezza si esalta,
brutto è solo quel che così si vuol vedere.
Il sogno rivela quel che l’uomo nasconde.
L’uomo sogna quel che nella rivelazione non comprende.
Nel sogno si scopre un tempo infinito,
che l’uomo non vuol accettare.
Nel sogno compare un destino,
che l’uomo non sa sopportare.
Nel sogno, l’uomo riesce solo a fuggire,
da una realtà che ancora non sa intuire…
e sognando, consuma la sua esile speranza…
(FERDINANDO)
SOGNI
Ogni tuo sguardo
mi sfiora,
mi bacia ogni tua parola.
Ogni tuo silenzio
mi tocca,
m’incanta la tua bocca.
Ogni tua carezza
mi sussurra
m’avvolge la tua luce azzurra.
Ogni tua emozione
mi prende,
mi travolge,
mi sorprende.
(ANNITA)
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