Ho letto l’ultimo libro di Nicola Cinquetti

Sabato pomeriggio sono stata alla presentazione del libro di Nicola Cinquetti: “La piscia della befana: vita di Giacomo Leopardi bambino”. Ho acquistato il libro e l’ho letto d’un fiato; è stato molto  interessante ed affascinante farsi accompagnare dall’autore in questo viaggio nel mondo infantile e adolescenziale di Leopardi. Ho avuto la sensazione di “leggere un film” e, in taluni passaggi, di venire proiettata indietro nel tempo ed assistere proprio allo svolgimento degli accadimenti narrati: ero lì, nella stanza con Giacomo e i suoi fratelli, partecipavo ai loro giochi e alle storie inventate dal prodigioso Muccio (Giacomo appunto).

Lo stile narrativo di Cinquetti riesce a catturare l’attenzione dei giovani lettori, così come degli adulti, invogliando ad approfondire la conoscenza, non solo delle opere che Leopardi scrisse da adulto, ma anche di quelle che compose, mirabilmente, da ragazzino.

Trascrivo, come esempio, parte di un sonetto, riportato nell’opera di Cinquetti, che Giacomo scrisse a undici anni, dopo aver letto l’Iliade, per cantare la morte di Ettore, l’eroe che tanto lui amava.

Fermati, duce, non ti basta? ah mira

Come a te s’avvicina Achille il forte,

Che gran furore, e insiem vendetta spira,

E inferocito anela alla tua morte.

Ettor non m’ode, e alla battaglia aspira;

Ah che quivi l’attende iniqua sorte!

Ei vibra il ferro: quegli si raggira,

E schiva il colpo colle braccia accorte.

La parte rimanente del sonetto potete scoprirla nel libro di Cinquetti  a pag. 57, mentre a pag. 63 vi verrà svelata l’origine del buffo titolo scelto dall’autore (La piscia della befana), titolo che si richiama all’aspetto ironico e scherzoso della personalità di Leopardi-bambino.


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