Nel giorno della memoria: “Mai più”

Se qualcuno ti odia…
tratto da http://www.oshoba.it
Cosa fai quando qualcuno ti odia? Il fatto che una persona ti odi o ti ami non dovrebbe fare alcuna differenza dentro di te. Se tu sei, resti ciò che sei. Se non sei, vieni immediatamente alterato. Se non sei, chiunque può spingerti, tirarti, colpire i tuoi punti deboli, colpirti nell’orgoglio e alterarti, modificarti. In quel caso, sei uno schiavo, non un padrone. Inizi a essere un padrone solo quando ciò che accade fuori di te, qualunque cosa sia, non ti cambia: il tuo habitat interiore resta lo stesso. Il fatto che qualcuno ti ami o ti odi è un suo problema. Se tu sei, se hai compreso il tuo essere, resti sintonizzato su te stesso. Nessuno può disturbare la tua armonia interiore. Se l’altro ama, bene; se qualcun altro odia, bene: entrambi restano fuori di te. Questa è ciò che viene definita padronanza di sé, cristallizzazione: divenire liberi dalle impressioni, dalle influenze. Tu mi chiedi: Cosa fai quando qualcuno ti odia? |
Porta Mantova a Legnago VR
TUTTI COLORO CHE DESIDERANO CHE I RESTI ARCHEOLOGICI DI PORTA MANTOVA
RIMANGANO VISIBILI, MAGARI CON QUALCHE SOLUZIONE MIGLIORATIVA, SONO
INVITATI A SPEDIRE IL TESTO QUI SOTTO RIPORTATO AL SINDACO DI LEGNAGO AL
SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA:
roberto.rettondini@comune.legnago.vr.it
Oggetto : Ripensiamo a Porta Mantova
Signor Sindaco,
come molti cittadini di Legnago e dei paesi vicini, che sono soliti
frequentare la nostra città,
chiedo
che sia sospeso il progetto su Porta Mantova che prevede la chiusura dei
resti archeologici
e la riapertura al traffico di tutto Corso della Vittoria, con un
impegno di spesa di oltre 170.000 euro;
propongo
un concorso di idee per risolvere il problema del degrado dei materiali
in cotto.
Ciò al fine di non seppellire la memoria del passato e contribuire ad un
progetto di miglioramento del centro storico di Legnago..
Certo che vorrà tener conto della richiesta, che vuole essere un
contributo per la città, porgo cordiali saluti.
DATA NOME E COGNOME
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“Il Settecento a Verona”
“Il Settecento a Verona” Tiepolo, Cignaroli, Rotari
Quando l’incanto dell’arte incontra il gusto
Un itinerario che coinvolge i sensi, le emozioni, i colori e i sapori nell’incantevole cornice del Castello Bevilacqua.
Domenica 5 febbraio 2012 Ore 16,30 costo a persona € 5,00 (su prenotazione, fino ad esaurimento posti)
Una serata dedicata alla pittura del Settecento a Verona e ai capolavori esposti presso il Palazzo della Gran Guardia a Verona dal 26 novembre 2011 al 9 aprile 2012.
Per l’occasione la relatrice Cecilia Piubello, Dottoressa in Storia dell’arte e collaboratrice all’organizzazione della mostra offrirà un panorama della pittura veronese del pieno Settecento, uno dei fenomeni artistici e culturali più qualificanti dell’intera civiltà figurativa delle corti europee.
Ad allietare la serata la musica di un trio d’eccezione formato da musicisti dei Filarmonici Veneti.
Al termine della presentazione agli ospiti verra’ offerto un aperitivo a buffet.
Per informazioni e prenotazioni:
Castello Bevilacqua
via Roma, 50 37040 Bevilacqua (Verona)
tel.0442/93655 fax 0442/642192
www.castellobevilacqua.com
info@castellobevilacqua.com
Corale San Zeno di Cerea
CERCHIAMO NUOVI CORISTI, SOPRATTUTTO VOCI MASCHILI
NON E’ NECESSARIO AVERE UNA SPECIFICA PREPARAZIONE MUSICALE
BASTA UN PO’ D’INTONAZIONE E DI PASSIONE PER IL CANTO.
SE VOLETE PROVARE A CANTARE CON NOI
VENITE UN GIOVEDI’ SERA DALLE ORE 21.OO ALLE 22.30 (MAX 23.00)
PRESSO LA CASA DELLA GIOVENTU’ IN VIA MONS. CORDIOLI – 4° piano
SARETE I BENVENUTI!
PERCHE’ DEDICARSI A QUESTA FORMA DI VOLONTARIATO?
- CANTANDO SI “PREGA DUE VOLTE”
- CI SI METTE AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE ANIMANDO LA S.MESSA
- SI CREA “QUALCOSA DI BELLO” DA OFFRIRE AL SIGNORE
- SI POSSONO CONOSCERE PERSONE NUOVE E VIVERE BELLE ESPERIENZE COMUNITARIE (non solo con il canto alle Messe e ai Concerti, ma anche con gite e feste a cui il coro può partecipare)
- SI HANNO BENEFICI PSICO-FISICI DERIVATI DALL’ATTO DEL CANTARE (VEDI ESEMPI QUI SOTTO)
Le informazioni qui sotto riportate sono state desunte dai seguenti siti:
http://lapalestradellafelicita.com/2011/01/28/canto-felicita/
Un primo filone di studi scientifici ha indagato i benefici del canto sul corpo, attraverso l’analisi di parametri fisiologici. Riassumendone i risultati emerge che cantare:
- aumenta la funzionalità del sistema immunitario, che riduce il rischio di ammalarsi
- favorisce il rilascio ormoni come la serotonina ed endorfina, sostanze con una potente azione analgesica ed eccitante che quindi accrescono il senso di euforia e diminuiscono la percezione del dolore
- comporta una diminuzione del livello di cortisolo un altro ormone conosciuto invece come “ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta in condizioni di forte stress psico-fisico.
- implica una respirazione più profonda, che provoca l’aumento dell’ossigenazione sanguigna, migliora la funzionalità cardiaca e riduce le tensioni muscolari
- stimola il sacculus, un piccolo organo situato nell’orecchio che è collegato con le aree cerebrali responsabili del piacere e che risponde in modo particolare alle frequenze della voce cantata.
Un secondo filone di studi si è invece concentrato sulla percezione soggettiva dei benefici del canto, attraverso questionari e interviste, e delinea un quadro di risultati assolutamente congruente con le evidenze fisiologiche di cui sopra. Chi canta vive spesso l’esperienza di un piacevole e totale assorbimento e prova, al termine dell’attività, un senso di generale rilassamento psico-fisico (allentamento delle tensioni corporee, riduzione dello stress e innalzamento del tono dell’umore) e la percezione di una maggiore attivazione ed energia. Inoltre, col passare del tempo, chi si dedica ad attività canore percepisce un miglioramento del proprio stato fisico (in particolare della capacità polmonare e della postura), di alcune funzioni mentali (quali l’attenzione, la concentrazione e la memorizzazione) ed anche della propria autostima ed autoefficacia.
Per esperienza personale sono pienamente concorde con questi risultati.
Alcuni studi hanno messo in luce che la partecipazione ad attività congiunte altamente sincronizzate, come quelle sportive e musicali, induce una maggior secrezione di endorfine rispetto alle stesse attività svolte individualmente, producendo non solo un maggiore senso di euforia personale ma anche un aumento della cooperatività e della coesione interpersonale. In aggiunta, cantare insieme implica, più di altre attività, la sincronizzazione del respiro tra i partecipanti: i coristi gestiscono il respiro in maniera coordinata e prendono spesso fiato nello stesso momento. Respirare insieme induce quindi verosimilmente un allineamento della “fisiologia” dei partecipanti, come se i loro corpi viaggiassero tutti “sulla stessa frequenza”. Questo vissuto di “sintonia fisiologicia” può plausibilmente essere collegato ad un corrispettivo senso di sintonia psicologica ed emotiva. Nel partecipare ad attività corali non solo la persona tra un beneficio personale, facilitato dalle caratteristiche dell’attività in sé (ricordiamo che cantare promuove benessere psico-fisico), ma la propria azione è parte integrante di un’azione collettiva: il risultato dipende anche dal mio contributo e il risultato è qualcosa di diverso dalla semplice somma delle singole parti.
Di fatto, si partecipa insieme alla creazione di qualcosa di unico, di bello, che fa stare bene sia individualmente sia come gruppo. Non solo: la consapevolezza di parte di una rete di individui reciprocamente interdipendenti, riduce i livelli di stress e aumenta la sensazione di poter far fronte efficacemente alle difficoltà.
Fiabe e filastrocche vetrallesi
Reblogged from L'angolo di Annarita:
Titolo: Fiabe e filastrocche vetrallesi Curatrice: Gabriella Norcia Editore: Davide Ghaleb Editore Pagine: 47 Prezzo: euro 10,00 Leggendo l’introduzione di Gabriella Norcia, curatrice della raccolta, è facile immedesimarsi nelle sue parole e riandare con la memoria alle nostre giornate infantili, quando nel nostro piccolo mondo c’era una figura adulta, mamma o nonna o zia o amica che fosse, la quale ci introduceva, tenendoci per mano, nel fantastico mondo delle fiabe, narrate la sera nel rifugio della …
Perché non posso chiamarli vidison -
di Andrea Zanzotto
Le vitalbe sono
come ostinate e cattive,
le vitalbe non sono
che per farne fascine e faville.
Per questo i fiori vitalba
mi tocca chiamare, e basta.
Non so cos’abbiano a che fare
loro, soffiati in vetri di ben altra casta.
Le vitalbe soffocano e si aggrovigliano
come serpi e bisce e capelli pazzi che gridano,
non lascian posto a niente che non sia loro
per boschi e torre, nel buio e nei colori.
Almeno in tre lingue frenarla
e scongiurarla questa pianta si deve
(senza sperare di riuscirle a farcela)
Travellr’s Joj, Clematis, Waldrebe.

Quando mi parli al telefono
di Mario Luzi
Quando mi parli al telefono
e mi s’aprono
d’incanto i paradisi
della vocalità -
gli accordi
e i tocchi d’arpa
soffici
appena subsquillanti
di quella voce dai precordi sono
tuoi, sì, ma intanto
è il calmo pelago
della muliebrità
che entra
festosamente ruscellando
nel mattino della stanza
e mi dilava da me,
si porta via la mia nascita,
mi cancella dalla mia morte
lasciandomi sospeso…
è o non è
chi? me stesso
ed il mio ascolto – le dicono da tempo
i suoi interlocutori
uomini o angeli.

A casa vivo diversamente

Solo la sera
seduta a casa mia
ad anni di distanza
dalle preoccupazioni
ritrovo i miei equilibri, la mia serenità.
La casa mi elargisce tempi e distanze,
mi dona aperture d’orizzonti.
Sereni orizzonti di luce soffusa, musica e silenzio.
La casa è il mondo sicuro
in cui ritrovo me stessa,
in cui trovo rifugio,
rifugio nei sicuri affetti,
nei ricordi e negli oggetti.
La casa mi regala il conforto
della vita che voglio.
(trasposizione in poesia di un brano tratto da “Un fiocco di neve nella mia mano” di Samantha Mooney)
